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13th Age versione italiana: traduzioni e tradimenti

Su queste pagine mi sono occupato di 13th Age in diverse occasioni e sappiamo che, ormai, questo gioco ha fatto il suo ingresso sul mercato italiano con una traduzione dedicata. Un mio vecchio articolo è anche stato inserito, col mio benestare ed alcune aggiunte, sul sito ufficiale della Wyrd edizioni per presentare il gioco. Quanto di buono ho detto sul prodotto per me rimane invariato; purtroppo non sono rimasto soddisfatto del lavoro sulla versione italiana.
Ho comprato il gioco nella sua bella scatola riponendo diverse speranze in questa localizzazione e ho anche apprezzato alcune scelte editoriali (la mappa-poster già presente col manuale base, i bordi-pagina diversi, l'avventura introduttiva in un fascicolo a sé stante); leggendo il testo, purtroppo ho avuto subito una cattiva impressione. Ora io non sono un traduttore e non giudico in merito alla tecnica di traduzione o alla conoscenza dell'inglese di chi ha fatto il lavoro (qualità che di sicuro io non ho), ma rimango basito sul risultato finale.
Mi sono ritrovato a leggere un testo "legnoso", un italiano pieno di ripetizioni (le arpie, se non ricordo male, sono "furie che combattono furiosamente"), incerto nei periodi e, in una espressione, veramente brutto, fastidioso come le unghie raschiate su una lavagna: sembrava di stare davanti ad una bozza e non ad un lavoro finito o quanto meno non rivisto da qualcuno con un minimo di amore per la lingua italiana.
Poi ho trovato anche dei gravi errori nella disposizione delle informazioni: quando ho visto che avevano scambiato la tabella dei danni delle armi del bardo con quella del guerriero ho chiuso il volume e l'ho messo in vendita su internet. Ora vedo che molti comprano lo stesso il gioco ma di questi acquirenti  quanti sanno che ci sono numerosi errori che inficiano il funzionamento del gioco? Ne è una riprova il corposo elenco di errata pubblicato da un acquirente del gioco (notate bene non dall'editore) e pubblicato dal blog Cronache del gatto sul fuoco sulla pagina Facebook ufficiale del gioco. In poche parole reputo questa edizione italiana di 13th Age una buona occasione azzoppata da una traduzione che non invita alla lettura e da una serie di errori che potevano essere tranquillamente evitati.


Al liceo la professoressa di latino e greco ci diceva che ogni traduzione è anche un po' un tradimento: dopo una prima stesura in brutta (si diceva traduzione alla lettera) ci insegnavano a rimettere a posto il testo affinché fosse scorrevole e godibile nella lettura (senza per questo commettere errori formali o stravolgerne il senso). Ecco, ad un manuale per gdr forse non è richiesta tutta questa raffinatezza ma che nessuno dica mai nulla al riguardo delle traduzioni, dopo aver speso anche 60 euro, questo mi sembra poco serio. Spero si possa fare una critica costruttiva agli editori, facendo loro constatare che alcuni giocatori il testo lo leggono e vorrebbero leggerlo in un italiano decente e possibilmente senza errori tali da snaturare alcune regole stesse del gioco. Visti i prezzi di copertina in continuo aumento mi sembrerebbe il minimo ma forse in alcuni casi, per arrivare puntuali col titolo stampato alla data fiera di settore, dove sarà possibile avere una buona visibilità commerciale, si sacrifica il lavoro in termini di accuratezza e cura dei particolari. Sulle traduzioni dei giochi di ruolo sembra prevalere un ragionamento del tipo "già siamo fortunati ad avere l'edizione italiana, teniamocela così com'è e speriamo che la migliorino nella eventuale ristampa". Il mondo dei giochi in scatola, su questo aspetto, può vantare numeri più alti e probabilmente una risonanza negativa maggiore degli errori/orrori di traduzioni delle case editrici.
Troppi titoli, tempi di preparazione frettolosi e risultati che risentono di questa fretta che forse toglie precisione ad un lavoro artigianale come quello della traduzione e della revisione dei testi; e così si giunge ad errori da matita rossa. E i casi sono così tanti che non si riesce a capire se è tutto dovuto solo alla frenesia dei tempi di consegna o se non siamo effettivamente in regressione linguistica (si parla di analfabetismo funzionale). Giusto per citare un esempio più recente devo ammettere che, pur con tutta la stima che nutro per Dreamlord Press, ho deciso di non comprare Eagle Eyes per via dell'errore nel sottotitolo dove le aquile diventano acquatiche. Aspetterò la ristampa!

Quindi un appello agli editori da parte mia: meno fretta più revisione dei testi e desiderio di leggere in un buon italiano anche un semplice manuale di regole.


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